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GRAPPA

Possiamo dire che la Grappa trovi un suo personalissimo posto all’interno della storia in un periodo di grande prova per il mondo, durante la Grande Guerra. Il Monte Grappa si pone come testimone di questo tempo, esaltandone l’importanza e fornendo gli strumenti per divenire il coraggio liquido, il carburante indispensabileagli Alpini per fronteggiare le prove e le minacce. Qui la Grappa vede la propria produzione per mezzo di alambicchi a bagnomaria o a fuoco diretto, con metodo artigianale a ciclo discontinuo. Siamo ancora lontani dalla possibilità di utilizzare strumenti industriali di distillazione, che giungono in Italia solo alla metà del secolo scorso. In questo tempo, la Grappa prodotta è semplicemente quella classica Bianca, intesa come il frutto della distillazione di vinacce miste. Neppure le Grappe provenienti dalla selezione di un solo tipo di vitigno, fatto salvo quelle di Moscato o Malvasia, appaiono ancora diffuse. La vera svolta per la Grappa la si rintraccia nel periodo del secondo dopoguerra, in cui la società italiana conosce un momento di sviluppo mai verificato prima. Gli stili di vita mutano, le condizioni economiche migliorano fortemente e i gusti si concedono il lusso di mutare. Tra un sorso e un altro si apprezza la Grappa, salutando la triste abitudine di bere alla cieca senza distinguere il gusto e il grado alcolico. Oggi sappiamo con certezza che la Grappa ha subito variazioni di gusto assumendo un carattere più morbido, meno aggressivo, smascherando tutto il suo prestigio, anche grazie a prolungati affinamenti in legno.